Creepypasta
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L'amore non basta

Messaggio Da Lapsusion il Mar 8 Set - 22:13:14


Matteo Ulime aveva diciassette anni, i capelli biondi sparati in alto con il gel e una distesa di prato verde negli occhi.
Non conoscevo niente dell’amore fino a quando la mia anima si specchiò nella sua e le sue mani calde sfiorarono il mio cuore.
Lo vedevo tutti i giorni a scuola, era il mio compagno di banco, ricordo ancora quando mi raccontava delle sue partite di calcio, della sua squadra. Potevo restare ore ed ore ad ascoltarlo, qualsiasi cosa lui potesse raccontarmi per me era musica.
“Credo di provare qualcosa per te!” gli confessai alla fine della lezione d’Inglese.
Mi guardò stranito, strinse la bocca e scosse la testa come se non avesse capito. Subito dopo diventò rosso in viso e volse lo sguardo sul diario.
“Cosa vuol dire?” farfugliò.
“Sei sempre nei miei pensieri. Si, insomma credo di amarti!”
“Tu sei tutto matto Giulio!” mi rispose prima di chiudersi nei suoi silenzi.

Fui risucchiato dall’imbarazzo tanto che non riuscii ad aggiungere altro. Mi bastava che lo sapesse e che sarebbe restato lì al mio fianco, non avrei chiesto altro.
Il giorno dopo Matteo venne a scuola accompagnato dal padre. Mentre gli andavo incontro per salutarlo vidi che si recavano nell’ufficio del Preside e decisi di aspettarlo in aula. Mi preoccupai, pensavo fosse successa qualcosa di grave.
Ma non appena entrai in classe la Professoressa d’Italiano mi cambiò di posto senza dare una motivazione valida.
Così, inspiegabilmente, Matteo aveva un nuovo compagno di banco, Uffredi Mirco, il peggiore alunno della nostra classe, ed io invece ero in un banco isolato, al lato della cattedra, da solo.

Mi vergognavo per ciò che avevo detto, mi sentivo così umiliato e stupido che speravo solo di dimenticare.
Passarono un paio di giorni o forse più, quando Uffredi Mirco e due altri suoi amici mi accerchiarono nel cortile della scuola.
“Rotto in culo!” e “Finocchio!” furono le parole più ricorrenti prima di scagliarmi a terra e pestarmi.
Lo fecero talmente così bene, che ad un certo punto non sentivo più il dolore e pregavo di morire.

Forse facevano la cosa giusta, non meritavo di vivere, ero la cosa più sbagliata a camminare sul mondo e a respirare.
“Uccidetemi! Uccidetemi!” lo ripetevo sottovoce come un mantra, finché non persi del tutto i sensi.
Mi risvegliai disteso per terra, al mio fianco la bidella con un fazzoletto di carta cercava di fermare il sangue che grondava dalla fronte, mentre io mi dimenavo per rimettermi in piedi.
Non avevo riportato delle ferite gravi, solo qualche ematoma qua e la e un piccolo taglio sulla fronte, anche se dentro ero lacerato in più parti.

Dopo quell’episodio, i miei genitori furono chiamati dal Preside della scuola per essere messi al corrente dell’accaduto e della confessione d’amore fatta a Matteo.
Sotto consiglio del collegio docenti, del Preside e dei genitori di Matteo, da li a poco, i miei genitori mi spedirono nella stanza bistratta di uno strizza cervelli.
Raccontai allo Psicologo dei miei sentimenti per Matteo, di quanto mi sentivo un mostro per non aver frenato i miei impulsi, spiegai delle botte nel cortile fino ad arrivare alla mia passione per la scuola, per il giornalino d’Istituto ed i miei libri di letteratura Inglese.

Mi ascoltò per tre appuntamenti consecutivi, finché all’ultimo appuntamento mi consegnò una certificazione che insistette affinché io leggessi ad alta voce e davanti a lui. Fu lui a cambiare la mia vita e a restituirmi la gioia di vivere. Quelle parole rimbalzarono dal foglio alla mia mente, e mi restituirono una dignità che credevo perduta:

Spettabili Coniugi Allori
Spettabili Coniugi Ulime
Spettabile Preside Ciuppe
Spettabili Docenti della III D
In merito ai colloqui intercorsi tra me e l’alunno, Giulio Allori, posso solo confermare e sottoscrivere la stabilità psichica del ragazzo.
E’ chiaro ed evidente che il mio paziente ha subito illeciti atti di bullismo, sia da parte degli alunni colpevoli, che da parte di chi doveva tutelarlo, prima che i sentimenti dell’alunno in questione, diventassero un affare scolastico e uno spunto di violenza.
Giulio dimostra lucidità nei propri sentimenti ed emozioni equilibrate, pertanto mi sento in dovere di chiudere gli incontri con l’alunno in questione e di aprire le mie porte a chi invece è stato artefice di queste azioni che hanno aperto simili atti di bullismo.
Inoltre mi permetto, da Professionista, di consigliare ai genitori di Giulio Allori di non aver paura dell’amore.
Non esistono amori giusti o sbagliati, ma esiste l’amore che può toccare più persone, anche quelle dello stesso sesso.
I problemi psichici possono avvenire quando permettiamo ad una società inquinata di farci del male e di calpestarci quasi fossimo niente.
La cosa più giusta è continuare ad essere se stessi, tutelando la nostra normalità in ogni modo possibile e non darla in pasto all’ignoranza.
Vi invito a stare vicino a vostro figlio, ad amarlo per la sua intelligenza, il suo coraggio e la sua dedizione per lo studio.
Qualora l’attuale Istituto scolastico dimostrasse altri atti di intolleranza, vi inviterei a fare un esposto al Provveditorato e trovare una nuova Scuola a vostro figlio.
Resto a disposizione per ogni consiglio, consulto o riflessione.


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Fonte: gay.tv

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